NUOVA CARENZA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE

Prossimamente un'altro Medico di Medicina Generale dell'ambito cividalese cesserà l'attività e si riproporrà il problema di pazienti privi del medico curante. Il panorama è desolante perché le ripetute ricognizioni effettuate hanno dato esito negativo. Purtroppo non solo l'area montana ma ora anche in pianura non si trovano più medici disposti ad assumere l'incarico provvisorio neppure in attesa di quello definitivo.

I medici già attivi, avendo raggiunto il numero massimo di pazienti assegnabili, non si rendono disponibili a seguirne altri. Una giustificazione comprensibile è che sarebbe necessario dedicare del tempo per conoscere i nuovi pazienti, tempo da sottrarre ai propri pazienti, sapendo già che ad un certo punto saranno girati ad un collega di nuova immissione. Per quanto riguarda gli specializzandi del CeForMed regionale (Centro di Formazione per l'Assistenza Sanitaria)  che prepara i nuovi Medici di Medicina Generale, è comprensibile che abbiano qualche timore nell'affrontare l'attività professionale prima della conclusione del ciclo formativo. Anche l'investimento economico per l'apertura dello studio può rappresentare un disincentivo.

Per questo è fondamentale che le istituzioni, Comuni e Azienda sanitaria, rimuovano questi ostacoli con alcuni interventi importanti, se non determinanti, per attenuare questa criticità che peggiorerà nei prossimi anni con il pensionamento di molti medici del territorio.

Come intervenire? Attivando immediatamente la Casa della comunità all'interno del presidio sanitario cividalese dove esistono locali disponibili. La CdC è il luogo dove i medici possono lavorare in aggregazione con altri professionisti e con adeguate, seppur essenziali, attrezzature.  In prima battuta basterebbe il servizio di segreteria affidato a personale amministrativo e l'ambulatorio gestito da un infermiere. Con un duplice obiettivo: primo sgravare i medici da incombenze che rubano tempo all'assistenza e cura permettendo la presa in carico di altri pazienti. Secondo favorire l'immissione dei medici in formazione o in uscita dal CeForMed che potrebbero iniziare l'attività in un luogo protetto beneficiando del supporto e dell'esperienza dei colleghi. Naturalmente questo faciliterebbe anche le eventuali sostituzioni temporanee per malattia o ferie. Contemporaneamente i Comuni montani dovrebbero mettere a disposizione locali gratuiti per gli ambulatori decentrati. Per il trasporto dei pazienti non autosufficienti in visita programmata sarà necessario attivare una navetta a chiamata gestita dalla segreteria amministrativa.

Questa modalità organizzativa, realizzabile in breve tempo, presuppone una forte volontà politica, regionale e locale, mentre l'Azienda sanitaria è il braccio operativo. Volontà di rivedere l'attuale approccio al problema e volontà di destinare personale e risorse economiche, contenute, per una soluzione non più rinviabile, di questa criticità.

 




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