QUINDICI ALBERI ABBATTUTI LUNGO IL NATISONE

Le piante tagliate sulla spiaggetta alla quale si accede da borgo Brossana.

Oggi porterò il caso in Regione all’incontro tra l’assessorato all’Ambiente e l’Associazione Parco transfrontaliero.

 

Chi ha tagliato, e perché, una quindicina di alberi ad alto fusto sulla spiaggetta del Natisone cui si accede da borgo Brossana, al termine dell’abitato?
L’operazione è stata segnalata da alcuni abitanti della zona che entrano a pieno titolo tra i
“Natiso Angels”, guardie volontarie, figura promossa dall’Associazione Parco del Natisone.
Inatteso e incomprensibile, l’intervento sembra contraddire ogni regola di buona gestione del territorio e,
in questo caso, del fiume.
E’ fuori di dubbio che il corso del Natisone vada tenuto pulito e che periodicamente
debbano essere pianificate, proprio a tal fine, le manutenzioni, obiettivo, questo,
che è nella lista delle priorità dell’Associazione Parco.
Una cosa, però, è tagliare e rimuovere ramaglie, rovi e resti di piena;
tutt’altra è eliminare alberi che erano presenti in loco da decenni e che assolvevano a due importanti
funzioni, quelle cioè di frenare la violenza delle piene, a tutela delle friabili pareti della forra,e di garantire 
preziosa ombreggiatura, in estate, a una spiaggetta che è
abitualmente frequentata da moltissime persone.
Forse nella programmazione dell’opera si sia peccato di eccesso di zelo o di superficialità;
certo è il danno prodotto in una delle aree più belle del tratto cividalese del Natisione.
Per il futuro è indispensabile avviare un processo di programmazione seria e tecnicamente adeguato
delle attività da compiere lungo il corso d’acqua.
La vicenda del taglio delle sarà uno degli argomenti che affronterò oggi, durante l’incontro programmato con
i tecnici dell’Assessorato all’Ambiente che incontrerò nella sede udinese della Regione.
Incontro programmato da tempo per esaminare lo stato di avanzamento del progetto per l’avvio del 
Contratto di Fiume, correlato a quello per l’istituzione del Parco fluviale transfrontaliero del Natisone.
Questo episodio rimarca l’assoluta urgenza di predisporre, con tutte le Amministrazioni coinvolte, un percorso
condiviso e concordato di gestione del fiume.



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